18
Sbiadisco nelle sfumature
Sempre più lontano, alla deriva, oltre i margini di qualsiasi significato. Oltre la solitudine io non mi sento perso, non mi terrorizza il silenzio, nel vuoto pneumatico ascolto musiche che sono viscere in risonanza, moti armonici dell’anima.
Ascolto il verbo di chi lo ha smarrito nel quotidiano, così, ogni tanto, in viaggio digirtale tra le netlabel più improbabili incappo in linguaggi avvenieristici, futuribili, ma così … miei, così dentro mi entrano che quasi fa male …
Netabel: Anomolo Records
Artist: Nebula
Album: In a sleeping mode
Track: S-Ktrll
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
20
Placebo
Forse è meglio non girarci troppo intorno … non ho passioni viscerali per la musica Main Stream, amo di più il nascosto, l’imprevisto musicale, il talento del sottoscala.
Mi viene più facile emozionarmi per un Signor Nessuno piuttosto che per nomi noti.
Ovviamente, Â per questo pensiero ci sono delle eccezioni!
Un’enorme mirabolante fulgida estatica eccezione, per me, sono i Placebo. Non so esattamente  cosa mi leghi a questo gruppo, ma so che è qualcosa di profondo.
Una canzone per tutte, un’esibizione sopra tutte, un regalo enorme …. grazie youtube!
20
Cover
Una volta pensavo che le cover fossero adulazioni fuoriluogo.
Oggi per fortuna capisco che c’è sempre tempo per imparare quanto sciocco sia stato il pensiero di una volta.
ORIGINAL:
COVER:
17
Surfing in Como
Non c’è ordine! E’ inutile che ci provi, proprio non c’è una logica, il barlume di un’organizzazione mentale.
Avevo intenzione di far comprendere cos’è la musica minimal per me, magari facendo un breve excursus dell’evoluzione del genere techno ad essa collegata, ma … niente!!!
Niente!!!!
Mi sono imbattuto in questo gruppo per caso pochi minuti fa e come fare a non parlarne.
Quindi dovremo partire dal surf-rock piuttosto che dalla micro-house, e sì … la prospettiva è assai diversa, me ne rendo conto!
L’amabile Wiki dice: “Il surf rock era una delle forme più popolari del rock & roll americano dell’inizio degli anni sessanta. Era una forma di rock strettamente associata alla cultura del surf, la cultura giovanile nata in quel periodo sulle spiagge della California meridionale. Pur essendo un genere suonato da musicisti bianchi e diretto a un pubblico bianco, il surf fu profondamente influenzato dalla musica nera.”
Io, in generale me ne starei di due parole: Beach Boys.
Surfing in U.S.A. credo sia abbastanza rappresentativa del genere. E, a questo punto, ci sta anche una spiegazione sul titolo: il gruppo in cui mi sono imbattuto è di Cantù, in provincia di Como.
Ma a Cantù non ci sta il mare, direte voi, non è neanche vicino il mare, aggiungerete. Ed io vi darò ragione al 100%, che forse possiamo raggiungere abbastanza agevolmente qualche grande lago da Cantù, ma di mare proprio … eppure, il mare … si sente … da Cantù, in provincia di Como.
Giudicate voi, a me la musica dei Wavers mi racconta proprio quel mare di California da cui il surf rock trae le sue origini.
9
Paradise Circus
Che dire!
Ci sono sonorità ambientali, momenti irripetibili, combinazioni fortuite
e geniali che generano movimenti veri e propri, tendenze.
Credo fu proprio così che accadde a Bristol.
Un genere nasce perché qualcuno gli da un nome, chi è il precursore
di quel genere non sa di esserlo e spesso rifiuta quella nomea, quell’etichetta.
Credo fu proprio così per il Trip Hop.
Ogni città ha un suo suono: Detroit, Chicago, Torino, Genova; ogni cittÃ
ha un sottobosco di artisti che sono ispirati dai grovigli urbani, dallo skyline,
da elementi unici che solo in quelle strade e non in altre possono trovare.
Credo fu proprio così per i Masive Attack.
Quanto li ho amati! I loro suoni oscuri e urbani, in una fusione mistica di
jazz, hip hop, rock ed elementi soul. Le sperimentazioni spinte, le collaborazioni
più svariate e impensabili.
Un amalgama primordiale di sonorità ipnotiche e deliranti.
La loro musica si è evoluta nel tempo spostandosi via via sempre più
all’interno, se all’inizio il rimando era ai segmenti urbani più nascosti
di Bristol, la ricerca sonora si sposta, più avanti, sull’individuo …
all’interno … sempre più in profondità : nelle viscere del subconscio,
negli anfratti dell’intelletto.
E così, da quelle stesse profondità , nasce Paradise Circus!
ATTENZIONE!!
Questo video contiene esplicito materiale di natura sessuale.
Puoi vedere questo video solo se hai almeno 18 anni.
Paradise Circus (Feat. Hope Sandoval)
[flv:http://www.borderlive.dj/flv/paradisecircus.flv 589 330]
Testo
It’s unfortunate that when we feel a storm
we can roll ourselves over ’cause we’re uncomfortable
oh where the devil makes us sin
but we like it when we’re spinning in his grip.
It’s unfortunate that when we feel a storm
we can roll ourselves over when we’re uncomfortable
oh well the devil makes us sin
but we like it when we’re spinning in his grip.
Love is like a sin my love
7
Sempre in ritardo…
Ecco!
E’ sempre così!
Come se il ritardo cronico lo avessi stampato nei cromosomi, mi scorresse nelle vene assieme alle piastrine …. volevo scrivere un post su capodanno, come da intenzione poco dopo capodanno, ma solo adesso riesco a raccogliere idee e tempo per farlo.
Volevo soffermarmi su quel luogo meraviglioso ed incantato che sei persone (+ una molto speciale, direi il catalizzatore) hanno saputo creare. Quel luogo che non è casa, quel luogo che non si trova in una fissità , ma piuttosto un luogo non luogo che sta esattamente su di un crocevia intermittente, un posto che esiste soltanto quando sei persone speciali vogliono che esista!
Una porta spazio temporale si apre e sei persone entrano in quella stanza di cotone e colori pastello, ognuno di loro ha un arredo da porvi, da regalare a quel luogo, affinché gli altri si sentano ancora di più a loro agio: chi mette sul comodino un’intelligenza frizzante, chi dentro l’armadio vestiti di meraviglia, chi stende un tappeto di simpatica intesa.
Quando guardo nei ricordi, i ricordi di questo capodanno, io vedo ancora quella stanza che non è una stanza, quel mobilio metafisico di valori, intenzioni e sentimenti che riesce a legare sette esistenze in un soave coro di complicità . Ma, soprattutto, io mi ricordo, l’immenso affresco sul soffitto, un dipinto benevolo e sornione: il sorriso di Alice.
Colonna sonora per capodanno:
Gruppo: Hooverphonic
Canzone: Battersea
12
Il mio passato in pezzi, pezzi del mio passato (I)
“Gocce di noi, gocce di me
postato da Lux [29/11/2004 18:47]
Noi.
Chi siamo stati.
Siamo stati acqua fuoco e incanto. Occhi come fari e mani che accarezzano notti senza stelle.
Chi siamo stati.
Siamo stati bambini in corpi adulti alla disperata ricerca d’amore da consumarsi in complicità nottambule.
Siamo stati vento che soffiava impetuoso e maestoso nei vicoli meno codificati del centro storico, abbiamo mangiato la vita voracemente, senza scartare nulla.
Abbiamo provato emozioni e siamo approdati a stati di coscienza divini e tragici, estatici e virulenti.
Abbiamo masticato la nostra solitudine in notti insonni, digrignato denti alle autorità precostituite, alle regole.
Abbiamo gioito della vita, abbiamo gioito del dono che ci è stato dato: come nessuno può!
Come nessuno può!
Come nessuno può abbiamo festeggiato!
Abbiamo viaggiato nella natura dell’uomo, di ogni uomo: siamo stati il più umile degli spazzini e il più grande degli imprenditori affermati e corteggiati.
Siamo stati nelle loro menti, siamo stati le loro menti.
Siamo stati la città e le sue contraddizioni: le scarpe alla moda che schiacciano strada stronza e i bambini che le fabbricano per un tozzo di pane, siamo stati auto veloci e il combustibile che le nutre facendo sanguinare la madre terra.
Abbiamo scoperto che tutti quanti siamo legati da fili invisibili che si uniscono si spezzano si intrecciano si annodano, creando alchimie situazioni accadimenti.
Siamo stati le lacrime del mondo ed abbiamo accettato a nostro malgrado che la vita a volte prende senza chiedere.
Senza chiedere.
Siamo stati.
Ora sono qui, ciò che sono stato resta in un angolo nascosto del mio cuore, ma non scorderò mai che la vita altro non è che un dono fragile e prezioso.
Un dono.”
COLONNA SONORA (I)
| EP: | Cardavèl |
| Traccia: |
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
| Autore: | Micamat |
| Label: | Homework.records |
10
In giorni come questi…
… mi dico che è da qualche settimana che non suono, ma poi mi sovviene che lo faccio quando sono ispirato ed il lavoro ultimamente non mi lascia molto tempo per liberare le mie sensazioni.
Io non ho animali domestici, ma credo sia un po’ come quando hai tempo per portare il cane al parco e puoi lasciarlo libero di scorazzare in giro, o piuttosto quando invece di tempo non ne hai e puoi soltanto ripercorrere le strade prossime al condominio con la bestia al guinzaglio.
Ecco!
Le mie sensazioni si sentono un po’ così in questi giorni…necessariamente imbrigliate, costrette.
Mi viene da dire che la fortuna è di chi abita dentro un parco!
Allora mi sfogo e lo faccio con i Mazca, a mio avviso Enormi artisti, con la E maiuscola, nel panorama…. boh…. sceglietelo voi un panorama, io intanto li ascolto:
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
decisamente mi sento meglio, questo gruppo, scovato nel catalogo di Selva Elettrica vale proprio la pena di essere ascoltato.
A proposito, sulle Netlabel farò un excursus più approfondito nei post a venire perché è un argomento che merita la mia attenzione, e anche la vostra, s’intende.
Dulcis in fundo, per spiazzare un po’ l’ascoltatore, dallo stesso Album, First hour of summer (liberamente scaricabile sul sito dell’etichetta indipendente) vi faccio sentire una dolce parentesi finale:
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
darvi la buonanotte è prematuro, ma sembra l’unica conclusione possibile dopo questo pezzo…
Tag Clouds
Alternitalia Anomie Belle Apparat artisti Artisti myspace capodanno Homework.records Hooverphonic Massive Attack Mazca Micamat Netlabel New Order Paradise Circus Placebo romaeuropawebfactory Running like a Deejay Selva Elettrica surf-rock Wavers
WP Cumulus Flash tag cloud by Roy Tanck and Luke Morton requires Flash Player 9 or better.
Archivio
- August 2010 (1)
- February 2010 (1)
- January 2010 (9)
- December 2009 (3)
- November 2009 (2)
Categorie
- Artisti myspace (4)
- Labels (1)
- Musica elettronica (5)
- Pensieri sparsi (3)
- Running like a Deejay (4)
- Technorati (1)
- Web radio (1)
Blogroll
- Deep Mix Moscow Radio web radio 0
- Mimu.eu – mnml sounds samples 0
- Mr Montag music guru 0
- Soundesign Blog sound design 0


