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Jan
9

Paradise Circus

Che dire!

Ci sono sonorità ambientali, momenti irripetibili, combinazioni fortuite
e geniali che generano movimenti veri e propri, tendenze.

Credo fu proprio così che accadde a Bristol.

Un genere nasce perché qualcuno gli da un nome, chi è il precursore
di quel genere non sa di esserlo e spesso rifiuta quella nomea, quell’etichetta.

Credo fu proprio così per il Trip Hop.

Ogni città ha un suo suono: Detroit, Chicago, Torino, Genova; ogni cittÃ
ha un sottobosco di artisti che sono ispirati dai grovigli urbani, dallo skyline,
da elementi unici che solo in quelle strade e non in altre possono trovare.

Credo fu proprio così per i Masive Attack.

Quanto li ho amati! I loro suoni oscuri e urbani, in una fusione mistica di
jazz, hip hop, rock ed elementi soul. Le sperimentazioni spinte, le collaborazioni
più svariate e impensabili.

Un amalgama primordiale di sonorità ipnotiche e deliranti.

La loro musica si è evoluta nel tempo spostandosi via via sempre più
all’interno, se all’inizio il rimando era ai segmenti urbani più nascosti
di Bristol, la ricerca sonora si sposta, più avanti, sull’individuo …
all’interno … sempre più in profondità: nelle viscere del subconscio,
negli anfratti dell’intelletto.

E così, da quelle stesse profondità, nasce Paradise Circus!

ATTENZIONE!!

Questo video contiene esplicito materiale di natura sessuale.

Puoi vedere questo video solo se hai almeno 18 anni.

Paradise Circus (Feat. Hope Sandoval)

[flv:http://www.borderlive.dj/flv/paradisecircus.flv 589 330]

Testo

It’s unfortunate that when we feel a storm
we can roll ourselves over ’cause we’re uncomfortable
oh where the devil makes us sin
but we like it when we’re spinning in his grip.

It’s unfortunate that when we feel a storm
we can roll ourselves over when we’re uncomfortable
oh well the devil makes us sin
but we like it when we’re spinning in his grip.

Love is like a sin my love

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