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Surfing in Como
Non c’è ordine! E’ inutile che ci provi, proprio non c’è una logica, il barlume di un’organizzazione mentale.
Avevo intenzione di far comprendere cos’è la musica minimal per me, magari facendo un breve excursus dell’evoluzione del genere techno ad essa collegata, ma … niente!!!
Niente!!!!
Mi sono imbattuto in questo gruppo per caso pochi minuti fa e come fare a non parlarne.
Quindi dovremo partire dal surf-rock piuttosto che dalla micro-house, e sì … la prospettiva è assai diversa, me ne rendo conto!
L’amabile Wiki dice: “Il surf rock era una delle forme più popolari del rock & roll americano dell’inizio degli anni sessanta. Era una forma di rock strettamente associata alla cultura del surf, la cultura giovanile nata in quel periodo sulle spiagge della California meridionale. Pur essendo un genere suonato da musicisti bianchi e diretto a un pubblico bianco, il surf fu profondamente influenzato dalla musica nera.”
Io, in generale me ne starei di due parole: Beach Boys.
Surfing in U.S.A. credo sia abbastanza rappresentativa del genere. E, a questo punto, ci sta anche una spiegazione sul titolo: il gruppo in cui mi sono imbattuto è di Cantù, in provincia di Como.
Ma a Cantù non ci sta il mare, direte voi, non è neanche vicino il mare, aggiungerete. Ed io vi darò ragione al 100%, che forse possiamo raggiungere abbastanza agevolmente qualche grande lago da Cantù, ma di mare proprio … eppure, il mare … si sente … da Cantù, in provincia di Como.
Giudicate voi, a me la musica dei Wavers mi racconta proprio quel mare di California da cui il surf rock trae le sue origini.
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Il mio passato in pezzi, pezzi del mio passato (I)
“Gocce di noi, gocce di me
postato da Lux [29/11/2004 18:47]
Noi.
Chi siamo stati.
Siamo stati acqua fuoco e incanto. Occhi come fari e mani che accarezzano notti senza stelle.
Chi siamo stati.
Siamo stati bambini in corpi adulti alla disperata ricerca d’amore da consumarsi in complicità nottambule.
Siamo stati vento che soffiava impetuoso e maestoso nei vicoli meno codificati del centro storico, abbiamo mangiato la vita voracemente, senza scartare nulla.
Abbiamo provato emozioni e siamo approdati a stati di coscienza divini e tragici, estatici e virulenti.
Abbiamo masticato la nostra solitudine in notti insonni, digrignato denti alle autorità precostituite, alle regole.
Abbiamo gioito della vita, abbiamo gioito del dono che ci è stato dato: come nessuno può!
Come nessuno può!
Come nessuno può abbiamo festeggiato!
Abbiamo viaggiato nella natura dell’uomo, di ogni uomo: siamo stati il più umile degli spazzini e il più grande degli imprenditori affermati e corteggiati.
Siamo stati nelle loro menti, siamo stati le loro menti.
Siamo stati la città e le sue contraddizioni: le scarpe alla moda che schiacciano strada stronza e i bambini che le fabbricano per un tozzo di pane, siamo stati auto veloci e il combustibile che le nutre facendo sanguinare la madre terra.
Abbiamo scoperto che tutti quanti siamo legati da fili invisibili che si uniscono si spezzano si intrecciano si annodano, creando alchimie situazioni accadimenti.
Siamo stati le lacrime del mondo ed abbiamo accettato a nostro malgrado che la vita a volte prende senza chiedere.
Senza chiedere.
Siamo stati.
Ora sono qui, ciò che sono stato resta in un angolo nascosto del mio cuore, ma non scorderò mai che la vita altro non è che un dono fragile e prezioso.
Un dono.”
COLONNA SONORA (I)
| EP: | Cardavèl |
| Traccia: |
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser. |
| Autore: | Micamat |
| Label: | Homework.records |
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MySpace – derivazioni e possibilità -
C’è chi ama MySpace, c’è chi odia MySpace.
C’è chi è troppo snob solo per pronunciare la parola “MySpace”.
C’è chi non sa neanche cosa sia MySpace, ma anche chi ignora l’utilizzo del web.
Il punto è che, a mio avviso, spesso non si considerano a priori eventualità perché sono alla moda oppure l’esatto contrario, insomma … c’è chi dice qua, c’è chi dice là …
Quello che di certo posso raccontarvi è il mio punto di vista.
Siamo in un’epoca particolare, di questo ne sono convinto, e MySpace insieme a mille altre possibilità che offre il Web è per me una benedizione!
Mi spiego meglio: data la forte propensione di internet ad essere un grande serbatoio di informazioni, ogni piattaforma che offra democraticamente la possibilità di creare nuova comunicazione e quindi di arricchire chi la utilizza è la benvenuta.
Se prima i canali informativi erano limitati, o comunque assai meno accessibili, adesso è tutto più semplice, e più semplice non è sempre sinonimo di sciatteria e superficialità.
Ho deciso che saltuariamente dedicherò qualche post a far conoscere artisti, di mio gradimento, attraverso il blog. Artisti che troverò su MySpace o QOOB o Jamendo o qualsiasi altro social network dedicato alla musica.
In definitiva il punto è che io oggi ho una possibilità di scelta che ieri non avevo, oggi posso accedere a più informazioni e più facilmente!
Ci sono social network fatti meglio, fatti peggio, migliorabili, poco funzionali … ci sono!
Questa, per noi, è la possibilità di conoscere artisti che magari hanno molto più talento dei blasonati nomi del mondo dello spettacolo, ma che, normalmente, non arriverebbero a noi perché non veicolati dai media tradizionali. In particolare oggi porterò alla vostra attenzione due nomi che ho conosciuto grazie a MySpace, e per questo gliene sono grato!
Uno è Apparat.
Ve ne potrei parlare diffusamente, ma non serve. Spesso non serve sapere nulla delle persone che amano la musica e la producono, basta solamente ascoltare, vedere….
La track che mi fa venire la pelle d’oca si chiama Arcadia.
Il secondo nome, che in questo periodo mi ha catturato, è quello di una voce gentile. Si tratta di Anomie Belle: bella e brava è il caso di dire.
Vi propongo Cascade per farvi capire di quali atmosfere trasognate sia capace la sua musica …
Per oggi è tutto.
A presto.
Tag Clouds
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